Oggi un designer è chiamato ad affrontare nuove prove sempre più difficili legate alla crescente complessità del progetto di un prodotto industriale. Una complessità che deriva innanzi tutto dalla globalizzazione, che richiede una crescente competitività delle aziende, dalla dimensione dei mercati, dalla rapidità dello sviluppo tecnologico, dalla facilità di approvvigionamento di risorse e, infine, dalla pressante necessità di ripensare i nuovi prodotti in un’ottica di sviluppo sostenibile.

Se il design è un fattore determinante per creare valore aggiunto esso non risulta più, in questo momento, un elemento differenziante. L’attività del designer è, infatti, ormai da molti anni parte integrante dello sviluppo prodotto. Per fare davvero la differenza il design deve affrontare la sfida di creare prodotti o servizi che possano effettivamente generare un vantaggio competitivo.
Prodotti che migliorino la qualità della vita e che abbiano una durata in un’epoca caratterizzata dalla velocità sotto tutti gli aspetti, quindi anche da quello del consumo. Si tratta di ripensare questo concetto da un punto di vista della permanenza del prodotto nel cuore del consumatore, del legame che si crea e che permane anche quando le sue caratteristiche risultano superate.

La richiesta da parte delle aziende di maggiore innovazione non può essere accolta se non si rivedono i processi e le attività di pensiero che fino a oggi hanno contribuito al successo di molte marche. Non è più sufficiente l’osservazione dei comportamenti e l’individuazione dei bisogni per ottenere innovazione, così come non basta più progettare in funzione dei limiti e delle caratteristiche cognitive, secondo logiche di velocità ed efficienza dei processi e senza margine di errore.

Oggi comportamenti e bisogni sono così vari che puntare sulla proposta di nuove funzionalità tecnologiche non risponde al desiderio del piacere, allo scopo emotivo e sociale per cui agiamo. I prodotti, inoltre, tendono ad assomigliarsi sempre di più. Ecco che il design diventa determinante nell’influenzare la percezione di una marca solo se si affronta il problema della differenziazione formale e della conseguente connotazione estetica per quanto riguarda ciò che colpisce maggiormente a livello percettivo, stimolando la gratificazione psicologica. Progettare tenendo conto delle emozioni che si possono generare nell’utilizzatore è fondamentale per offrire un prodotto che lo fidelizza sviluppando il suo rispetto nei confronti del brand.

La complessità, quindi, del progetto si rivela soprattutto nel momento in cui si pensa a un nuovo prodotto in relazione al sistema valoriale della marca. E’ necessario che il designer faccia un ulteriore sforzo analitico per acquisire la conoscenza profonda dei valori aziendali e la precisa definizione della personalità di un brand, che sono oggi una parte di sapere imprescindibile per la realizzazione di un buon progetto. Design, marketing, comunicazione, conoscenze economiche, tecnologiche e sociali devono quindi lavorare sinergicamente all’interno di una figura professionale completa in grado di interpretare i cambiamenti e di ipotizzare la comparsa di nuovi bisogni.

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