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DUe design process

rivelare bellezza, creare unicità, supportare la leadership

Packaging design. Gli ingredienti della “narrazione”.

1) Innovazione di prodotto. 2) Personalità della marca. 3) Benefici per i consumatori. 4) Design che sintetizza tutto in modo chiaro e coinvolgente.

Ci sono alcuni brand che tramite i loro prodotti offrono un’esperienza unica e creano un forte legame con i consumatori. Il designer cerca di creare un’esperienza positiva e per fare ciò deve individuare gli “ingredienti” che permettono di comprendere il prodotto prima di utilizzarlo.

Questi ingredienti, nel progetto del packaging per il settore alimentare, talvolta sono piccoli dettagli, oppure l’innovazione nei sistemi di chiusura, o più in genere la facilità d’utilizzo e l’ergonomia. Molto spesso si tratta di “decorare” le superfici.

Io credo che la forza comunicativa del pack risieda soprattutto nella capacità di coinvolgere emotivamente il pubblico e gratificarlo attraverso un “racconto”.  Il progetto delle confezioni di PATA “Patatine artigianali”, sviluppato da Umberto Lui, si è basato su elementi fondamentali che hanno permesso di comunicare in modo chiaro la personalità del brand ed i benefits per i consumatori.

L’intento, riuscito, è stato quello di raccontare in modo chiaro e diretto, il nuovo prodotto che pur rimanendo legato al mondo tradizionale degli snacks e chips, risulta essere più salutare grazie alle tecniche di cottura in forno applicate in modo innovativo al settore industriale produttivo delle patatine.

Il progetto grafico si è sviluppato come un percorso narrativo che partendo dal nome, “Artigianali”, ha creato tutti gli elementi grafici ed iconografici che hanno trasmesso associazioni positive al prodotto: sano, amichevole, fatto bene e più gustoso.

La confezione è stato pensata con una texture che simula la tradizionale carta del pane rimarcando un benefit del prodotto quale la cottura in forno e la freschezza. La personalità forte dell’azienda, garante della qualità, è stata messa in evidenza dalla relazione tra il marchio ed il testimonial, l’imprenditore cuoco, che trasmette simpatia e fiducia.

Oltre al successo di vendita, i consumatori hanno premiato la Patatina Artigianale e la sua confezione come miglior prodotto dell’anno 2011.

Attività realizzate, link al sito.

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Branding e packaging Geomag.

Il Progetto di revisione dell’identità di Geomag nasce nel 2010 quando l’azienda produttrice di giocattoli, spinta dalla volontà di rafforzare il suo posizionamento, decide di comunicare in modo più chiaro l’unicità della sua offerta e le potenzialità del suo sistema di costruzioni magnetiche.

Il nostro interesse si è focalizzato sull’analisi dell’immagine e dell’identità aziendale in quanto elementi  di unione tra marketing e comunicazione d’impresa. (Leggi abstract: “La poliedricità della comunicazione per lo sviluppo dell’impresa”, Emanuele Invernizzi)

Il nostro progetto si è fondato sui valori dell’impresa e sul suo patrimonio culturale. Con il management si sono stabilite le direttive principali e le strategie creative dopo aver condiviso gli obiettivi aziendali.

Particolare attenzione è stata dedicata alla valutazione del prodotto e delle sue peculiarità, inclusi gli aspetti legati allo sviluppo e apprendimento del bambino attraverso il gioco, agli elementi del branding con relativa analisi dei punti di forza e dei punti deboli della marca e della sua immagine.

Il design della comunicazione ha tenuto conto del packaging, degli allestimenti del punto vendita, degli annunci per la stampa. Con questo approccio, abbiamo creato le linee guida dell’immagine della marca, a partire dalla sua identità per realizzare gli strumenti in linea con il posizionamento desiderato.

Articolo 17 Agosto 2012 redazione MyMarketing.net

Attività realizzate, link al sito.

Una strategia efficace per il design del marchio.

Un marchio è la sintesi dell’identità di una azienda, della sua personalità e dei suoi valori, è una presenza importante dell’azienda agli occhi del pubblico.
Il design del marchio e le attività necessarie alla sua creazione, vanno al di là della rappresentazione estetica, la sua capacità di “imporsi” nel mercato, come firma di servizi e prodotti, è legata ad aspetti funzionali ed emotivi in grado di coinvolgere sempre di più il fruitore finale.

Secondo gli esperti di branding di Landor, leggete l’articolo “Branding secrets”, il processo per lo sviluppo di un marchio si basa su 5 fasi fondamentali:
1) Risoluzione dei problemi
2) Definire la strategia del marchio
3) Creare la rappresentazione del marchio
4) La prova sul campo
5) Il marchio come processo continuativo

Nel lavoro di tutti i giorni e con aziende che non hanno la possibilità di investire nel branding come le grandi multinazionali, il successo delle attività di design si basa, secondo il mio punto di vista sulla corretta messa a fuoco dei problemi dell’azienda. Molto spesso le aziende che non sono consapevoli di alcuni problemi legati alla loro immagine. Sottovalutare i problemi e non dedicare il tempo necessario alla comprensione degli stessi può compromettere il risultato finale.

Come dicono in Landor: “Il cliente talvolta non si rende conto che spesso la causa dei suoi problemi risiede nell’incapacità di reagire ai mutamenti del mercato, oppure nelle differenze che si creano tra, l’immagine che l’azienda ha di se e quella effettivamente percepita dai consumatori.”

Attraverso il nostro lavoro cerchiamo di rendere visibile e chiaro il problema. Mostriamo all’azienda, attraverso una serie di esempi, le tendenze che influenzano i consumatori, le nuove rappresentazioni estetiche offerte dai nuovi strumenti di comunicazione ed il digitale ed infine come la personalità della marca/azienda possa essere resa più esplicita e chiara in un contesto competitivo contemporaneo.

Questo lavoro di ricerca, analisi e strategia creativa, permette di definire le “fondamenta”, non solo per la creazione di un marchio ma soprattutto per la definizione delle linee guida di tutta l’immagine aziendale.

 

Concept Design e formazione

Come ho scritto nell’articolo “il design e l’innovazione nell’era della creatività” ritengo che un designer sia innanzitutto un visionario in grado di fornire una spinta innovativa alle aziende grazie alla sua capacità di creare oggetti unici e distintivi. Il suo talento è quello di trasferire concetti che ritiene sostanziali per il progresso, in oggetti, prodotti che siano in grado di incarnarli e di esprimerli completamente.

l’interessante articolo di Pier Pietro Bellini, “Il concept design: il lavoro inventivo del concepteur”, indica chiaramente il ruolo del designer e pone l’accento “…sul processo inventivo che va dall’invisibile (immagini mentali e processi cognitivi) al visibile (segni, oggetti, comportamenti): visibilia ex invisibilibus.”

Condivido il pensiero di Bellini che indica come discipline fondamentali per la buona formazione del designer: la semiotica, l’antropologia, la psicologia e la sociologia, purtroppo in realtà sono poche le scuole di comunicazione visiva e industrial design che sviluppano la didattica basandosi su queste quattro colonne portanti. Oggi a mio parere, nella maggior parte delle scuole, l’investimento principale nella formazione è riservato allo studio degli strumenti e della “tecnica” sicuramente importanti ma non credo determinanti nel panorama competitivo del design del prodotto e della comunicazione.

La formula del design. Il processo di IDEO e la creatività secondo Rossman.

Se si osservano il processo creativo ed i processi d’innovazione prodotto, si comprende perché talvolta il design è sinonimo di innovazione o di creatività. La necessità di cambiamento non sempre genera novità e talvolta il design del prodotto è ridotto a semplice esercizio di stile, ma il suo ruolo principale è quello di generare prodotti dai nuovi significati in linea con le necessità ed i cambiamenti sociali.

Per assolvere bene a questo compito, migliorando i prodotti esistenti, creando ambienti piacevoli e progettando comunicazioni efficaci il designer ha la necessità di operare in condizioni progettuali particolari e favorevoli. Oltre al processo creativo individuale, ritengo che una delle condizioni necessarie per creare prodotti di successo sia legata alla “conoscenza”. La possibilità di dedicare tempo per la propria formazione “culturale”, per immaginare e sperimentare o per acquisire informazioni è illustrato sia nel processo d’innovazione di IDEO che nel processo creativo di Rosmann.
Continue reading “La formula del design. Il processo di IDEO e la creatività secondo Rossman.”

Il processo di design in LEGO Futura Milano

Dal 1997 al 2004 ho ricoperto l’incarico di responsabile del design e del concept development per la LEGO Futura di Milano dove in particolare mi sono occupato del settore prescolare. Il nostro team aveva il ruolo di creare nuovi concetti e prodotti per il marchio LEGO Duplo.

In quegli anni di ricerca abbiamo potuto sperimentare attività e metodi affrontando molti progetti di diversa complessità progettuale.
Il processo di design più adatto a soddisfare le esigenze del gruppo di lavoro si è rivelato quello più semplice e forse più utilizzato nel settore del design di prodotto di largo consumo. Continue reading “Il processo di design in LEGO Futura Milano”

Il nuovo design per il logo del CDU (caso studio)

Nel 2011 in agenzia (Due Design Experience) abbiamo iniziato la collaborazione con il Consorzio Distributori Utensili per le attività di comunicazione, in particolare occupandoci di corporate identity ed advertising. Il processo per progettare la nuova immagine del CDU si è sviluppato considerando il ruolo fortemente partecipativo degli associati. Oltre agli incontri di approfondimento, un’attività efficace e coinvolgente è stata la stesura e l’invio ai soci di un questionario sugli aspetti strategici e sulle attività del Consorzio.

L’analisi delle risposte ha creato le fondamenta sulle quali costruire la condivisione degli obiettivi per il cambiamento. Continue reading “Il nuovo design per il logo del CDU (caso studio)”

Design, creatività e sperimentazione

I processi di design possono essere considerati strumenti molto affidabili che permettono attraverso una serie di attività di arrivare ad un risultato concreto, la creazione di un prodotto che risponde ad una serie di requisiti o caratteristiche desiderate.

Esiste un’ampia letteratura sui metodi da utilizzare a seconda del contesto in cui si opera ed il tipo di prodotto che si deve creare, a seconda che siano prodotti realizzati in serie limitate oppure prodotti di largo consumo, destinati al mercato globale o locale. Continue reading “Design, creatività e sperimentazione”

Il design e l’innovazione nell’era della creatività

L’approccio creativo non riguarda solo l’ideazione di nuovi oggetti, cosa peraltro in realtà sempre più rara. Riguarda anche la capacità di ripensare ciò che già esiste e che è sotto gli occhi di tutti, attraverso un nuovo sguardo che attribuisce valori e significati differenti e differenzianti.
Il design parte dall’osservazione di piccoli segnali reali, dall’individuazione di esigenze particolari e, attraverso la propria specificità espressiva e il proprio linguaggio, arriva ad abbracciare una metodologia, per portare avanti un progetto fino alla sua realizzazione finale. Un progetto che contiene in sè l’idea iniziale, mai compromessa o stravolta nel processo, ma conservata in modo coerente. Continue reading “Il design e l’innovazione nell’era della creatività”

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